Il digiuno intermittente come pratica di salute

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Molte autorevoli riviste scentifiche internazionali, tra cui New England Journal of Medicine attestano i benefici derivanti da uno schema dietetico che prevede il digiuno , sebbene , come discuteremo nel prossimo articolo,  non è questa la soluzione più efficace per dimagrire . Certo è, come attestato dalla letteratura internazionale, il digiuno programmato , sembra proteggerci dall’invecchiamento cellulare  con una serie di conseguenze benefiche sulla nostra salute .

Ma come funziona il digiuno intermittente ?

Due sono i principali nutrienti delle nostre cellule:  gli zuccheri (in particolare il glucosio) e gli acidi grassi. Dopo i pasti, i grassi in eccesso vengono accumulati nel tessuto adiposo sotto forma di trigliceridi; quando si  digiuna, per assicurare all’organismo l’energia necessaria per i suoi processi vitali, questi trigliceridi vengono scissi in glicerolo e acidi grassi, i quali sono a loro volta In particolare gli acidi grassi sono trasformati nel  fegato  in corpi chetonici, che forniscono energia a molti organi (soprattutto il cervello) durante il digiuno: i livelli di corpi chetonici aumentano nel sangue degli esseri umani circa 8-12 ore dopo aver consumato l’ultimo pasto .Quindi per capirci meglio durante il digiuno il nostro organismo smette progressivamente di utilizzare glucosio a favore di acidi grassi e corpi chetonici (la famosa chetogenesi).I corpi chetonici sembrano attivare dei geni in qualche modo implicati nei processi dell’invecchiamento cellulare

Il passaggio dall’utilizzo di glucosio a quello di acidi grassi e corpi chetonici provoca profondi cambiamenti nell’organismo: i corpi chetonici, infatti, sono anche molecole di segnale, che regolano l’espressione genica e la produzione di sostanze connesse con l’invecchiamento e lo stress cellulare. I modelli di digiuno intermittente adoperati sono di 3 tipi:

  • la dieta 5:2 prevede che per cinque giorni alla settimana si possa mangiare assumendo tutti gli alimenti, senza eccezioni. Il periodo deve essere inframezzato da due giornate (tra loro non consecutive) in cui l’approvvigionamento energetico non deve essere superiore a un quarto di quello abituale:
  • digiuno a giorni alterni
  • digiuno giornaliero

Bisogna ribadire  e sottolineare  però che la maggior parte degli studi indicano che il digiuno intermittente NON E’ il modo più efficace per perdere peso ma al contrario sembra avere un importante ruolo nella modulazione dei sistemi infiammatori, dello stress e dell’invecchiamento e nella regolazione della glicemia

La resistenza allo stress

Probabilmente ciò che accade nel nostro corpo in risposta al digiuno riflette un meccanismo ancestrale di difesa già presente nei nostri antenati, che permetteva la sopravvivenza anche in condizioni di scarsità di risorse alimentari . Con l’evoluzione il nostro corpo ha sviluppato dei meccanismi di difesa al digiuno che in qualche modo ci hanno permesso di sopravvivere .Gli studi a nostra disposizione oggi dicono che  le cellule rispondono al digiuno creando una sorta di barriera allo stress: aumentano le difese antiossidanti, riducono l’infiammazione, e aumentano   i meccanismi di riparazione del DNA. Sia nei topi che nell’uomo queste strategie di difesa aumentano la resistenza a diverse malattie ed aumentano l’aspettativa di vita .Lo studio in esame poi dà delle interessanti indicazioni su altri effetti positivi del digiuno intermittente sulla salute del cuore  e del cervello, in particolare su  ictusdemenze e malattia di Parkinson. La sperimentazione sugli animali sembra indicare che il digiuno  intermittente  abbia l’effetto di ritardare l’insorgenza di queste patologie ; mancano però studi clinici attendibili sugli essere umani. Anche nel caso dei tumori pare che negli animali da laboratorio uno stress calorico ne riduca l’incidenza , ma mancano evidenze conclusive sull’uomo

Praticabilità sociale del digiuno intermittente

Inserire la pratica del digiuno intermittente ha un elevato costo sociale in  una società che ha fatto dell’abbondanza il proprio slogan e la propria affermazione di benessere  e dunque non  è di  semplice realizzazione . Inoltre il digiuno comporta soprattutto durante le prime settimane difficoltà di concentrazione e depressione nelle persone. Inoltre ovviamente il fai da te è altamente sconsigliato : l’aiuto  di un nutrizionista o dietologo è essenziale per garantire un equilibrato apporto di macro e micro nutrienti.

In sintesi appare evidente il beneficio apportato al nostro organismo da una dieta mima digiuno  ma appare altrettanto evidente la difficoltà oggettiva della sua realizzazione in un’epoca di grande disponibilità alimentare . I comportamenti alimentari di ciascuno di noi dovranno essere modificati spontaneamente e non sulla base di una reale necessità come capitava all’uomo preistorico. Ci riusciremo?

Anna

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